Contributo a fondo perduto promosso dalla Fondazione CON IL SUD

Contributo a fondo perduto per sostenere la valorizzazione e l’autosostenibilità dei beni confiscati alle mafie 2016 nei confronti delle Regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Area Geografica: Italia
Scadenza: BANDO APERTO | Scadenza il 15/02/2017
Beneficiari: Associazioni/Onlus/Consorzi
Settore: Servizi/No Profit
Spese finanziate: Avvio attività, Consulenze/Servizi
Agevolazione: Contributo a fondo perduto

Descrizione completa del bando

La Fondazione CON IL SUD (“Fondazione”), dopo le prime due edizioni del 2010 e del 2013, torna a pubblicare il Bando dedicato alla valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, intesi come bene comune e come occasione di sviluppo sociale ed economico del territorio.

Soggetti beneficiari

Deve essere un’organizzazione senza scopo di lucro nella forma di:
– associazione (riconosciuta o non riconosciuta);
– cooperativa sociale o loro consorzi;
– ente ecclesiastico;
– fondazione;
– impresa sociale

La proposta di progetto dovrà prevedere la partecipazione di almeno un altro soggetto della partnership appartenente al mondo del terzo settore. Gli altri soggetti della partnership potranno appartenere, oltre che al mondo del terzo settore, anche a quello delle istituzioni, dell’università, della ricerca e al mondo economico. La partecipazione di soggetti profit in qualità di soggetti della partnership, dovrà essere ispirata non alla ricerca del profitto, ma all’apporto di competenze e risorse finalizzate alla crescita e allo sviluppo del territorio e della società locale.

Tipologia di interventi ammissibili

– Avvio di nuove attività di imprenditorialità sociale o attività economicamente sostenibili su beni di recente o nuova assegnazione

Avvio di nuove attività di imprenditorialità sociale, o comunque economicamente sostenibili, basate sull’utilizzo di beni confiscati di nuova o recente assegnazione, privi di ipoteche o altri vincoli, da parte di enti del Terzo Settore con consolidata esperienza nello specifico settore di intervento proposto.
La Fondazione potrà sostenere iniziative che, strettamente connesse alla riconversione di beni confiscati, possano incidere significativamente sul tessuto socio-economico di ciascuna comunità, anche in termini di utilità sociale (inserimento lavorativo di persone svantaggiate; incremento dell’occupazione giovanile; creazione di un’impresa sociale; integrazione culturale di minoranze o gruppi fragili; ecc.).

– Rafforzamento e ampliamento di attività di economia sociale già esistenti ed operative

Sostegno a enti del terzo settore finalizzato a potenziare la gestione, la valorizzazione e la fruizione dei beni confiscati già assegnati, privi di ipoteche o altri vincoli, ed effettivamente riutilizzati. Si fa riferimento al rafforzamento e all’ampliamento di attività economiche già avviate, volte a un più efficace e articolato riutilizzo del bene immobile confiscato, in un’ottica di sviluppo sostenibile della comunità di riferimento.
Non saranno finanziati progetti finalizzati a dare continuità alle attività già ordinariamente svolte nei (o con i) beni.

I progetti dovranno mirare, inoltre, a rendere tali beni patrimonio collettivo e condiviso e, quindi, beni realmente “comuni”, coinvolgendo, attivamente la comunità e tentando di soddisfare i bisogni del territorio. A tal proposito, fondamentale sarà prevedere, fin dalla fase di progettazione, azioni che mirino alla promozione di una piena fruibilità dei beni anche da parte della cittadinanza, per favorire lo sviluppo di un senso di riappropriazione comunitario, di un consenso condiviso e di un sostegno diffuso nei confronti delle azioni progettuali proposte.

Il bene confiscato oggetto di intervento potrà, in entrambi gli ambiti di intervento previsti, essere messo in rete con altri beni confiscati alla criminalità organizzata, prevedendo, ad esempio, interventi su più beni confiscati contemporaneamente, ovvero la messa in connessione del bene oggetto di intervento con altri del territorio le cui attività siano state già avviate con precedenti progettualità.

Entità e forma dell’agevolazione

Sarà erogato un contributo da parte della Fondazione non superiore a €500.000;
Una quota non superiore al 50% deve destinata alla copertura dei costi di ristrutturazione e di adeguamento. Nel caso di interventi su beni già ristrutturati tramite i Fondi Sicurezza PON, la percentuale di contributo destinato a interventi di adeguamento non potrà essere superiore al 20% del contributo richiesto.

La dotazione finanziaria è pari ad € 7.000.000,00.

Scadenza

E’ possibile presentare domanda entro le ore 13,00 del 15.02.2017